martedì 19 marzo 2013

Il fenomeno del grillismo è davvero il prodotto del Web, e quindi delle lobbies della cybernetica, dell’open source e delle multinazionali dell’informatica,Meet up (a pagamento)...Google, You Tube, Yahoo, Facebook, Skype, ecc., sono i nuovi banchieri... E pensare che fu proprio la IBM a vendere alla Germania Nazista i sistemi per catalogare gli ebrei, creando le prime macchine di calcolo dei dati...

Il ritorno del cerbero
"La crisi è proprio questo, è l’ingresso della cybernetica nella produzione reale, la distruzione del controvalore numerario di oro e valuta, per far posto all’unità di valore intellettuale cibernetico, che può essere il click dei banner, il download e il numero delle ricerche: questi saranno i parametri che misureranno le nostre prestazioni intellettive, la compravendita di servizi e merci, e la stessa visibilità sociale" ( Da Etleboro, “ISP e informazioni: banche centrali e moneta del futuro”, 17 dic 2008).
... L’effetto domino è stato simile a quanto accaduto con la Primavera Araba e i movimenti di Occupy , dove tutto è stato organizzato attraverso blogger e attivisti anonimi, sapientemente addestrati per diffondere idee e simboli sintetici di false rivoluzioni. Il tutto amplificato dall’accreditamento dei media internazionali, che hanno presentato al mondo “il volto della resistenza al regime”, consacrando loro il ruolo di opposizione ufficiale ai poteri da abbattere. Nella realtà, le rivoluzione amare del “Game Over” di Egitto, Libia, Tunisia e Algeria non hanno fatto che riportare la bandiera di Al quaeda nel Nord Africa, fanatici tagliagole e violentatori, che hanno preso il posto di quella che era chiamata democrazia del web (Da Etleboro, "I mercenari della democrazia", 7 ago 2012 - "Un'arma di distruzione di massa digitale, 23 giu 2011 - "La rete di Soros che finanzia il crimine invisibile", 10 mar 2011)

 http://etleboro.blogspot.gr/2013/03/ci-chiamarono-complottisti.html

Anche se timidamente...La Sinistra torna inParlamento-The Left is back in the Parliament

Mentre i grandi media s'affannano a rincorrere apriscatole e altre perversioni fanatiche grilline; ad osservare le facce tristi dei montiani, la Santanché che arriva in bicicletta a Montecitorio e il baciamano di Casini alla Finocchiaro, è passato sotto silenzio il ritorno della sinistra in Parlamento.


Ebbene sì, con i 45 parlamentari di Sinistra Ecologia Libertà, tante istanze - dai diritti lgbtq alla tutela dell'ambiente, passando per il reddito minimo garantito - ora possono trovare voce nel luogo per eccellenza della nostra democrazia: il Parlamento.

Queste sono le prime 8 proposte di legge depositate oggi da Sinistra Ecologia Libertà nel suo primo giorno di vita parlamentare:

- Legge per riconoscimento della cittadinanza ai bimbi stranieri nati in Italia.
- Legge contro le dimissioni in bianco.
- Legge per la ripubblicizzazione del sistema idrico integrato.
- Legge sull'agricoltura sociale.
- Legge per i matrimoni gay.
- Legge per la tutela del paessaggio e la bellezza del territorio.
- Legge anticorruzione per la modifica art.416 ter codice penale.
- Legge che istituisca anche in Italia il reddito minimo garantito. *
 As the media hassle trying to find can openers and other Grillo fanatic perversions; seeing the sad faces of the Monti followers, Santanché arriving with a bike at Montecitorio and Casini's hand kissing to Finocchiaro, the return of the Left in the Parliament has gone silent. Well yes, with the 45 parliamentaries of SEL, many instances - from the LGBTQ rights to preservation of the environment, passing throught the minimum guaranteed income - now can find a voice in the place for excellence of our democracy: the Parliament.

These are the first 8 law proposals deposited a few days ago by SEL in its first day of parliamentary life:

- Law for the recognition of citizenship to foreign children born in Italy.
- Law against blank resignations.
- Law for social agriculture.
- Law for gay marriage.
- Law for the preservation of the landscape and the beauty of the territory
- Law against corruption for the change of the art. 416 of the penal code.
- Law that institutes in Italy the minimum guaranteed income*.

sabato 16 marzo 2013

Today is a good day for democracy in Italy...


Today is a good day for democracy in Italy because the Italian Parliament managed to break the deadlock and elected two excellent Presidents. Laura Boldrini was elected President of the Camera dei Deputati . Grand child of Arrigo Boldrini, legendary cammander of the anto fascist resistance, Laura run the UNHCR office for years with great compassion and competence and succeeds to Mr Fini a reformed fascist whose name is on the most shameful anti immigration law. Piero Grasso was elected President of the Senat. He is a former National anti mafia prosecutor and succeds to Renato Schifani, a Sicilian lawyer who was under trial for complicity with mafia bosses. Italy is in progress Best of luck to Laura Boldrini and Piero Grasso. (Angelo Consoli)
 

venerdì 8 marzo 2013

La carta dei diritti/«SE LA DONNA PUÒ SALIRE SUL PATIBOLO ALLORA DEVE ANCHE SALIRE SUL PODIO» - «Uomo, sai essere giusto?» Dichiarazione di cittadine L'ITALIA AL PALAZZO DI VETRO DELL'ONU - La violenza (di genere) che ferma lo sviluppo

 

La carta dei diritti/«SE LA DONNA PUÒ SALIRE SUL PATIBOLO ALLORA DEVE ANCHE SALIRE SUL PODIO» «Uomo, sai essere giusto?» Dichiarazione di cittadine
Articolo di - E. Ca.
La Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina di Olympe De Gouges è una vera pietra miliare per la storia del femminismo. Scritta nel 1791, consta di 17 articoli, come la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, che Olympe si prefigge di «continuare», specificando e declinando al femminile l'universalità (in realtà solo maschile) proclamata. Nonostante sia definita una «Contro» Dichiarazione, a mio parere, al contrario, prevale in essa un'ottica di completamento e complementarietà tra le due dichiarazioni.
In quella di Olympe, dopo la dedica a Maria Antonietta («La rivoluzione avrà luogo soltanto quando tutte le donne saranno compenetrate della loro deplorevole sorte e dei diritti che hanno perduto nella società. Sostenete, Signora, una così bella causa; difendete questo sesso sfortunato...»), segue il Preambolo, con il celebre incipit «Uomo, sai essere giusto? E' una donna che te lo domanda: non vorrai toglierle questo diritto.
Dimmi, chi ti ha dato il sovrano potere di opprimere il mio sesso?».
Olympe compie un parallelismo tra l'ordine naturale, in cui vige una cooperazione tra «i sessi nell'amministrazione della natura» «nell'insieme armonioso di questo capolavoro immortale» al quale contrappone «l'impero tirannico» dell'uomo che «nell'ignoranza più crassa, vuole comandare su un sesso che ha autonome facoltà intellettuali», quello delle donne.
Segue il corpus di diritti, in apertura scandito dal principio dell'uguaglianza: «La Donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell'uomo» (art.1); il rivoluzionario articolo 3 dichiara che «ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione, che è l'unione della Donna e dell'Uomo», principio al quale si ricollega l'affermazione dell'articolo 10, secondo la quale «se la donna ha il diritto di salire sul patibolo, essa deve avere pure quello di salire sul podio». Un'espressione che ci scuote due volte: non solo infatti un terribile scherzo del destino ha voluto che Olympe salisse sul patibolo per la sua decapitazione, ma anche perché il messaggio di Olympe sulla partecipazione delle donne alla vita pubblica si arricchisce, acquistando nuova forza, in questo tempo di rivendicazioni delle quote rosa e del 50e50 .
Nelle «Conclusioni» il richiamo alla ragione: «Donna svegliati, la campana della ragione si fa sentire in tutto l'universo, riconosci i tuoi diritti. (...)» e infine un richiamo all'educazione delle donne «poiché in questo momento si parla di educazione nazionale, vediamo se i nostri saggi Legislatori penseranno rettamente sull'educazione delle donne». Un punto che la lega a Mary Wollstonecraft (genitrice poco glam della celebre Mary Shelley), che un anno dopo la Dichiarazione di Olympe, nel 1792, scrive la Rivendicazione dei Diritti della Donna, in cui pone significativamente al centro la questione dell'educazione delle donne, per lo sviluppo dell'intera nazione. Polemizzando con Rousseau, che nell'Emilio aveva teorizzato una forma di subalternità delle donne, il cui compito sarebbe «piacere agli uomini», Wollstonecraft afferma che la natura delle donne non è inferiore a quella degli uomini, e che l'immagine che le donne hanno di superficialità e di stupidità è la proiezione di una educazione che le induce a pensare solo al proprio aspetto fisico (quanto sono terribilmente attuali queste considerazioni!): «Istruite fin dall'infanzia che la bellezza è lo scettro della donna, il loro spirito prende la forma del loro corpo e viene chiuso in questo scrigno dorato, ed essa non fa che decorare la sua prigione».
Quante donne, oggi, non vorrebbero che l'8 Marzo sancisse una reale applicazione delle modernissime richieste di Olympe?
http://www.ilmanifesto.it/fileadmin/archivi/in_edicola/20130308vignetta.gif
                                                                                                                                                                                  Donne non solo l'8 marzo

Donne deluse
da labbra di fiele,
lasciate da parte
o ridotte in catene,
donne usurpate
strappate alla vita,
piccole donne
e una grande ferita.
Donne sfruttate,
incomprese, sedate,
da un mondo che ancora
invoca barbarie.
Donne comunque
accezione speciale
stille di gioia
nel cielo d'estate,
lasciate fiorire
come dolci promesse,
vincitrici morali
di molte scommesse;
donne in un grido
per un giorno migliore,
donne per sempre
messaggere d'amore
.



L'ITALIA AL PALAZZO DI VETRO DELL'ONU La violenza (di genere) che ferma lo sviluppo Articolo – di Raffaele K Salinari

Al Palazzo di vetro dell'Onu è in corso la 57a sessione della Commissione sulla Condizione della Donna (Csw57) dal 4 al 14 marzo, che quest'anno discuterà il tema delle violenza di genere e delle prospettive che si aprono quando, nel 2015, terminerà la lunga fase degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, iniziata nel 2000.
Una riunione importante, alla quale l'Italia si presenta con una delegazione capeggiata dal ministro Fornero e diverse Ong del settore, che si sono spese per organizzare eventi e riflessioni sul tema della violenza contro le donne e la relazione genere-sviluppo. I numeri, infatti, sono impressionanti: da uno studio condotto dalla Ong internazionale Terre des Hommes per la campagna InDifesa contro la violenza sulle bambine (www.indifesa.org), emergono questi dati: sono da 500 milioni a 1 miliardo i bambini nel mondo vittime di una qualche forma di violenza, più della metà sono femmine; 100 milioni di bambine mancano all'appello in India per via degli infanticidi e degli aborti selettivi, 9 milioni di bambini muoiono nel mondo per cause evitabili (50% circa sono femmine), 215 milioni di bambini lavoratori di cui 88 milioni le bambine, e 140 milioni di donne sono vittime di mutilazioni genitali. A quest'ultimo tema verrà dedicata una serie di eventi speciali, dato che il fenomeno, seppur in sostanziale diminuzione nel mondo, si sta spostando verso i Paesi di immigrazione. In Europa, ad esempio, le vittime sono già 500.000, e 35.000 solo in Italia. Ma il tema centrale resta quello della violenza contro le bambine e le donne, che anche nel nostro paese è in preoccupante crescita. Dai dati forniti dalla Polizia Di Stato, i reati con vittime bambini sono stati circa 4300 nel 2010, e circa 5.000 nel 2011. Il quadro generale ci dice che aumentano soprattutto i reati a sfondo sessuale che vedono vittime le bambine, mentre un altro dato allarmante è l'esposizione delle donne ad una violenza potenziale, in Italia sono circa 10.000, dati che rappresentano in quanto ufficiali la punta di un iceberg.
All'Onu la posta in gioco nella Dichiarazione finale sono però i diritti riproduttivi: in particolare alcuni Paesi europei, Malta e la Polonia, non vogliono che li si citi esplicitamente, mentre il resto dell'Unione è favorevole. Questa spaccatura acuisce la già debole posizione comunitaria, che non riesce a trovare unità di fondo nemmeno sulle questioni di principio.
L'Italia, infine, si presenta a New York con un bilancio decisamente in chiaro scuro: molte le leggi adottate rispetto alla parità di genere, molti passi indietro riguardo alla loro effettiva applicazione e, soprattutto, una posizione decisamente negativa per quello che concerne la cooperazione allo sviluppo, a cui il nostro paese dedica lo 0,1% del suo Pil, a fronte dello 0,7% promesso nel 2000.
Quali saranno dunque le prospettive per la continuazione delle politiche per lo sviluppo? Dai dati già disponibili appare chiaro come i Paesi che sono usciti dalla morsa della povertà, in particolare in America latina, lo hanno fatto investendo le loro risorse nell'istruzione, nella sanità di base e in una più equa distribuzione delle opportunità economiche, e non certo perché aiutati dall'esterno. Questa evidenza farà certamente riflettere quando si tratterà di impostare le politiche di sviluppo per il prossimo ventennio: si scrive sviluppo si legge democrazia.
*Terre des Hommes
(il manifesto 2013.03.07 )


Cordiali saluti.
Guglielmo Zanetta.

domenica 3 marzo 2013

Andare a rivotare senza aver fatto 10 riforme possibili sarebbe un delitto contro l'intero popolo italiano.

In Parlamento e nelle piazze
Andare a rivotare senza aver fatto 10 riforme possibili sarebbe un delitto contro l'intero popolo italiano.

Senza inciuci e senza furbizie, ora in parlamento c'è una maggioranza riformatrice che su alcune cose è già d'accordo.

Un esempio su tutti:

Il dimezzamento dei parlamentari, il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari, il tetto alle pensioni d'oro e anche d'argento, il reddito di cittadinanza.

Il sostegno all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili, lo sviluppo della ricerca e delle opportunità per i giovani, i diritti dei Gay e le Unioni Civili, i referendum consultivi alla svizzera, il contrasto alla corruzione e ai conflitti di interesse e...........quanto potrà emergere dal basso in un confronto costruttivo per ridare un futuro di onestà e pulizia all'Italia.

Jacopo Fo e Fabio Roggiolani
 
 https://www.facebook.com/events/337806359672879/

sabato 2 marzo 2013

Il mostro politico italiano...finalmente un po' di chiarezza.



Sebastiano Isaia: Analisi (semiseria) del voto

Analisi (semiseria) del voto

Sebastiano Isaia
Mi fanno scompisciare dal ridere tutti quegli insulsi sinistrorsi che in queste ore di sgomento e di dolore post-elettorale («Hanno vinto due
buffoni!») stanno cercando di dimostrare ai «grillini in buona fede» che Grillo e Casaleggio, «due ricchi sessantenni provenienti dalle industrie...

Emiliano Brancaccio: L’euro è ormai un morto che cammina

L’euro è ormai un morto che cammina

Occorre tentare una exit strategy “da sinistra” ...
Alfonso Gianni: Le alternative del dopo voto

Le alternative del dopo voto

di Alfonso Gianni
Dopo il non esito del voto di domenica e lunedì, si pongono diverse alternative cui bisognerebbe rispondere in modo netto.
La prima. I mitici e famigerati mercati non hanno gradito. La Borsa di Milano chiude con meno quattro, ma anche le altre capitali europee viaggiano
con il segno meno. E’ tutta l’Europa che traballa, e non potrebbe essere diverso date le premesse...Andrea Inglese: Non la rivoluzione, ma forse qualcosa di rivoluzionario…

Non la rivoluzione, ma forse qualcosa di rivoluzionario…

di Andrea Inglese

Non so se in questa campagna Bersani, Vendola o addirittura Ingroia abbiano detto qualcosa di sinistra. Mi sono reso conto, però, anche se tardi, che
Grillo ha fatto qualcosa di rivoluzionario. Ognuno ha il suo dio delle giustificazioni, in ogni caso il 2,2% di Ingroia la dice lunga sulla stagione
della politica fatta dai magistrati, e la dice lunga anche su quel che resta di Rifondazione Comunista e sulla sua attuale capacità di aggregazione
dei movimenti. Con tutto il rispetto di quei magistrati che sono in perpetua lotta contro la metastasi del sistema italiano, non basterà il loro
lavoro per venirne fuori...Quello che ci conferma questa tornata elettorale

di Militant

“Un risultato schizofrenico: l’Italia ha attraversato la crisi e affrontato i sacrifici imposti dalle misure di risanamento con più compostezza,
con meno proteste e tensioni sociali degli altri paesi europei. Poi, al momento di votare, ecco che il paese che era considerato tra i più
europeisti, premia un movimento anti-UE come quello di Grillo e la coalizione di Berlusconi, sotto l’effetto di impulsi populisti e di ostilità nei...Augusto Illuminati: La pelle del giaguaro

La pelle del giaguaro

Augusto Illuminati

È finita che poi il giaguaro non l’hanno smacchiato e neppure il grillo parlante è stato schiacciato contro il muro. A Bersani le metafore
riescono male e comunque non portano fortuna. L’abuso che lui e i suoi competitori ne hanno fatto nell’orrenda campagna elettorale era nefasto
presagio della distrazione rispetto alla realtà che ci sta portando al disastro tutti...Grillo, i movimenti, e i palazzi papali

di Pino Cabras

Due ottuagenari potenti e fiacchi si aggirano in queste ore in due sontuose regge di Roma, entrambe a lungo abitate dai papi. Uno è proprio il Papa,
benché solo per poche ore ancora. L’altro è il Presidente della Repubblica, con qualche ora di carica in più. Sono svigoriti, perché quel che
volevano tenere fuori dalle loro stanze sfarzose rientra invece con ancora più energia, e travolge le loro inutili e senili prudenze conservatrici....Cedimento strutturale

di Marco Revelli
Bipolarismo addio

Doveva essere un terremoto. E lo è stato. Da questa tornata elettorale il sistema politico italiano esce a pezzi. E non solo perché l'outsider
assoluto, il cane in chiesa di tutta la politica professionale - il teorico del «partito non-partito» -, balza al centro della scena politica per
eccellenza. Né soltanto perché, per effetto di una legge elettorale scellerata...

Stiamo alla resa dei conti...per tutti!

 
(In risposta ai commenti e alle reazioni provocate da questo articolo, Wu Ming ha pubblicato il 27 febbraio 2013 nel suo sito Giap un post intitolato Perché “tifiamo rivolta” nel Movimento 5 stelle).
Adesso che il Movimento 5 stelle sembra aver “fatto il botto” alle elezioni, non crediamo si possa più rinviare una constatazione sull’assenza, sulla mancanza, che il movimento di Grillo e Casaleggio rappresenta e amministra. L’M5s amministra la mancanza di movimenti radicali in Italia. C’è uno spazio vuoto che l’M5S occupa… per mantenerlo vuoto.
Nonostante le apparenze e le retoriche rivoluzionarie, crediamo che negli ultimi anni il Movimento 5 stelle sia stato un efficiente difensore dell’esistente. Una forza che ha fatto da “tappo” e stabilizzato il sistema. È un’affermazione controintuitiva, suona assurda, se si guarda solo all’Italia e, soprattutto, ci si ferma alla prima occhiata. Ma come? Grillo stabilizzante? Proprio lui che vuole “mandare a casa la vecchia politica”? Proprio lui che, dicono tutti, si appresta a essere un fattore di ingovernabilità?
Noi crediamo che negli ultimi anni Grillo, nolente o volente, abbia garantito la tenuta del sistema.
Negli ultimi tre anni, mentre negli altri paesi euromediterranei e in generale in occidente si estendevano e in alcuni casi si radicavano movimenti inequivocabilmente antiausterity e antiliberisti, qui da noi non è successo. Ci sono sì state lotte importanti, ma sono rimaste confinate in territori ristretti oppure sono durate poco. Tanti fuochi di paglia, ma nessuna scintilla ha incendiato la prateria, come invece è accaduto altrove. Niente indignados, da noi; niente #Occupy; niente “primavere” di alcun genere; niente “Je lutte des classes” contro la riforma delle pensioni.
Non abbiamo avuto una piazza Tahrir, non abbiamo avuto una Puerta de Sol, non abbiamo avuto una piazza Syntagma. Non abbiamo combattuto come si è combattuto – e in certi casi tuttora si combatte – altrove. Perché?
I motivi sono diversi, ma oggi vogliamo ipotizzarne uno solo. Forse non è il principale, ma crediamo abbia un certo rilievo.
Da noi, una grossa quota di “indignazione” è stata intercettata e organizzata da Grillo e Casaleggio – due ricchi sessantenni provenienti dalle industrie dell’entertainment e del marketing – in un franchise politico/aziendale con tanto di copyright e trademark, un “movimento” rigidamente controllato e mobilitato da un vertice, che raccatta e ripropone rivendicazioni e parole d’ordine dei movimenti sociali, ma le mescola ad apologie del capitalismo “sano” e a discorsi superficiali incentrati sull’onestà del singolo politico/amministratore, in un programma confusionista dove coesistono proposte liberiste e antiliberiste, centraliste e federaliste, libertarie e forcaiole. Un programma passepartout e “dove prendo prendo”, tipico di un movimento diversivo.
Fateci caso: l’M5s separa il mondo tra un “noi” e un “loro” in modo completamente diverso da quello dei movimenti di cui sopra.
Quando #Occupy ha proposto la separazione tra 1 e 99 per cento della società, si riferiva alla distribuzione della ricchezza, andando dritta al punto della disuguaglianza: l’1 per cento sono i multimilionari. Se lo avesse conosciuto, #Occupy ci avrebbe messo anche Grillo. In Italia, Grillo fa parte dell’1 per cento.
Quando il movimento spagnolo riprende il grido dei cacerolazos argentini “Que se vayan todos!”, non si sta riferendo solo alla “casta”, e non sta implicitamente aggiungendo “Andiamo noi al posto loro”.
Sta rivendicando l’autorganizzazione autogestione sociale: proviamo a fare il più possibile senza di loro, inventiamo nuove forme, nei quartieri, sui posti di lavoro, nelle università. E non sono le fesserie tecnofeticistiche grilline, le montagne di retorica che danno alla luce piccoli roditori tipo le “parlamentarie”: sono pratiche radicali, mettersi insieme per difendere le comunità di esclusi, impedire fisicamente sfratti e pignoramenti eccetera.
Tra quelli che “se ne devono andare”, gli spagnoli includerebbero anche Grillo e Casaleggio (inconcepibile un movimento comandato da un milionario e da un’azienda di pubblicità!), e anche quel Pizzarotti che a Parma da mesi gestisce l’austerity e si rimangia le roboanti promesse elettorali una dopo l’altra.
Ora che il grillismo entra in parlamento, votato come extrema ratio da milioni di persone che giustamente hanno trovato disgustose o comunque irricevibili le altre offerte politiche, termina una fase e ne comincia un’altra. L’unico modo per saper leggere la fase che inizia, è comprendere quale sia stato il ruolo di Grillo e Casaleggio nella fase che termina. Per molti, si sono comportati da incendiari. Per noi, hanno avuto la funzione di pompieri.
Può un movimento nato come diversivo diventare un movimento radicale che punta a questioni cruciali e dirimenti e divide il “noi” dal “loro” lungo le giuste linee di frattura?
Perché accada, deve prima accadere altro. Deve verificarsi un Evento che introduca una discontinuità, una spaccatura (o più spaccature) dentro quel movimento. In parole povere: il grillismo dovrebbe sfuggire alla “cattura” di Grillo. Finora non è successo, ed è difficile che succeda ora. Ma non impossibile. Noi come sempre, “tifiamo rivolta”. Anche dentro il Movimento 5 stelle.
(Questo articolo di Wu Ming, collettivo di scrittori italiani, è stato pubblicato per la prima volta il 25 febbraio 2013 nel live blog di Internazionale sulle elezioni politiche).