giovedì 2 giugno 2011

IL PAGAMENTO DELLE TASSE (TUTTE) NEL REGIME MONETARIO ATTUALE E’ ILLEGITTIMO, ILLEGALE, OLTRE CHE ANTIPATRIOTICO.

Di Orazio Fergnani

E’ risaputo che le tasse sono dovute affinché lo Stato abbia le risorse per assicurare il benessere della collettività e che quindi necessita della moneta anche per questo scopo.

Dando per assodato che dobbiamo pagare imposte e tasse, non ci poniamo più la domanda sul perché esistano, né se perdurino i motivi che ne hanno determinato l’istituzione.

E’ l’effetto della perdita della capacità di analisi e di critica delle idee, dei concetti, e del porre di conseguenza nell’inconscio collettivo ciò che è cosi evidente da divenire automatico e ovvio.

Eppure se solo riflettiamo un attimo e non diamo per scontato ciò che da molto tempo esiste, possiamo prendere coscienza di realtà insospettabili e stupefacenti..

Le imposte e le tasse sono denaro, ricchezza, denaro sudato e generato dai cittadini attraverso il lavoro. E’ denaro ciò che si dà alla persona giuridica “Stato” al fine di sostenere le spese pubbliche.

Tale concetto non è negativo ma apprezzabile segno di solidarietà, di comunità, di unità, di comunione. Ognuno supporta, o così dovrebbe, la Comunità nell’affrontare le spese che a tutti giovano, in quanto unità collettiva e solidale.

Il problema non è l’imposizione di tassa in sè ma se ne sussista o persista la sua necessità.

Ciò possiamo capirlo solo se sappiamo e capiamo che la Moneta è una istituzione pubblica, cioè di proprietà della Comunità in quanto ne crea e ne accetta il valore per convenzione, allora e solo allora potremo capire come le imposte e le tasse non hanno senso e ragione di esistere nella situazione monetaria contingente (dal 1992).

Anche perché la moneta è essa stessa una “tassa” in quanto la funzione primaria è la stessa del fisco e cioè far circolare e condividere, ridistribuire la ricchezza con tutti gli altri cittadini.

La scintilla scaturente l’attuale disquisizione è la Sovranità monetaria, il potere di emettere moneta ex nihilo, che non è nelle mani della Comunità, come dovrebbe essere, quale precondizione scaturente la motivazione per eventualmente, e semmai, tassare i cittadini.

La distonia logica assoluta incomincia a sopravvenire nel momento in cui la Sovranità monetaria è trasferita “d’un blai” nelle mani di privati cittadini stranieri, la BCE, ai quali lo Stato italiano, ed altri Stati, hanno delegato un enorme potere a spese della comunità nazionale ed europea, …. e l’azione, ben lungi dal far circolare e condividere la ricchezza fra i cittadini, al contrario gliela sottrae.

Vista la Costituzione italiana che stabilisce la inalienabilità del diritto di sovranità (anche monetaria), si sarebbe forse potuto capire (mai accettare nei metodi e nei tempi in cui sono stati attuati) il trasferimento dalla Sovranità monetaria del cittadino italiano alla Sovranità monetaria del cittadino europeo, la qual cosa avrebbe potuto avere un certo senso logico ed anche di diritto. Tutti i diritti di Sovranità monetaria dei singoli cittadini di tutti gli Stati europei aderenti alla zona Euro, si sarebbero assommati in un’unica entità e contemporaneamente suddivisa e frazionata nei 455 milioni di cittadini europei scambievolmente.

Al contrario, contro ogni logica ed ogni diritto, la Sovranità sottratta ai cittadini inconsapevoli con la frode e la spogliazione di diritti …. viene regalata e delegata ad una S.P.A. (blindata, secretata, intangibile, incensurabile, incondizionabile, insindacabile) …… per di più di partecipazione azionaria a maggioranza non europea.

La rinuncia da parte dello Stato alla sovranità monetaria ed al conseguente esercizio del potere di "battere moneta";evidenzia la stranezza di una situazione che poteva trovare una valida giustificazione in altri tempi, quando la moneta aveva un proprio valore intrinseco perché costituita da pezzi coniati in metalli pregiati, o quando essa, pur rappresentata da simboli cartacei, aveva tuttavia una copertura nelle riserve auree o argentee delle banche.

Ma nell'attuale momento storico, in cui la moneta è costituita soltanto da supporto cartaceo, privo di qualunque copertura aurea o valutaria, non si comprende la ragione , e non se ne concepiscono di fondate e legittime, per le quali lo Stato debba richiedere ad un apposito istituto bancario privato il mutuo, sempre oneroso, di banconote create dal nulla e prive quindi di ogni valore intrinseco, trasferendogli in tal modo, con la sovranità monetaria, anche il loro valore , potere d’acquisto, potere in senso assoluto e reale e quindi anche la sovranità monetaria e la sovranità tutta in senso assoluto.

Quindi il debito pubblico viene artificiosamente creato con la richiesta di denaro da parte dello Stato alla banca centrale (Bankitalia /BCE): lo Stato che ha necessità di denaro si indebita, per il valore facciale, e non per il solo costo di stampa, come potrebbe in qualche modo essere logico, nei confronti della banca centrale.

Questo porta al folle, demenziale, delinquenziale, perverso paradosso che più un’economia cresce, più ha bisogno di denaro cartaceo, o di altro supporto, per rappresentare il valore dei beni ed i servizi prodotti, e contemporaneamente più si indebita.

In pratica si immetttono nel circuito monetario 100 € ma se ne addebitano 105!

Quando semmai la logica messa a debito dovrebbe essere di 5 € (cinque)!!!

E la messa a credito di 100 € !!!!!

Lo Stato di fatto ha abdicato a favore e nell'esclusivo interesse dei banchieri centrali privati la sovranità monetaria di interesse nazionale e si limita ad occuparsi per conto dei banchieri di espropriare i cittadini del proprio reddito e patrimonio, tassandoli per pagare un "debito pubblico" fittizio ed inestinguibile che nasce dall'uso della moneta-debito, inventato ad uso e consumo dei banchieri e che serve loro a mantenere ed espandere il potere ed il controllo sull'economia, sfruttando le ricchezze produttive di una nazione, mantenendo il popolo in schiavitù, esercitando con il loro potere condizionamenti e pressioni su governi di ogni regime politico, con il dominio dell'intera economia produttiva attraverso la regolazione del credito e la monetizzazione del debito ed, in particolare, esercitando il controllo sui mezzi di informazione di massa, attraverso il denaro, al fine di evitare che gli italiani diventino consapevoli delle tecniche e dei meccanismi bancari che sono stati architettati nel corso degli anni per la confisca occulta e palese delle ricchezze e patrimonio dei cittadini e dello Stato.

Dal 15 agosto 1971 quando Nixon ufficializzò la fine del Golden Exchange Standard (della convertibilità del dollaro con l’oro) la creazione di moneta risulta essere una semplice stampa tipografica o digitazione elettronica senza alcunché a garanzia, salvo il controvalore costituito dal bene- servizio prodotto dal cittadino che si acquista con quella determinata quantità di “valuta – denaro – banconota” , che quindi, anche per questa ulteriore ragione, non può che essere del cittadino e quindi della collettività.

A questa rivoluzione e mutazione epocale dei rapporti giuridici e comportamentali sulla Sovranità monetaria non seguì alcunché di contestuale e simmetrico nella revisione dei rapporti fra Stato le banche, il fisco ed il cittadino contribuente.

Insomma, il debito pubblico è illegittimo e incostituzionale, fraudolento, nascendo dall’uso di questo potere monetario da parte di soggetti privati.

La cessione ai banchieri privati, per giunta stranieri (BCE), della Sovranità monetaria è incostituzionale in quanto essa non è nella disponibilità di nessun uomo di governo, art 1 Costituzione “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

La Costituzione non prevede in alcun modo la cessione della Sovranità monetaria e men che mai a dei privati stranieri, al contrario… E IN NESSUN CASO.

La cessione avallata dai politici alla BCE con l’adesione al Trattato di Maastricht, il cui art 105° prevede che l’unico ente autorizzato a emettere moneta è la BCE, è incostituzionale, e la sentenza della Corte Costituzionale N.183 del 1973 la quale stabilisce che tutti gli atti normativi comunitari hanno effetto diretto e possono essere accompagnati da provvedimenti nazionali solo a scopo integrativo o finanziario non ha consentito nessuna consultazione parlamentare permettendo così al governo dell'epoca di cedere illegalmente all'estero la Sovranità monetaria dell'Italia.

Ma ciò è altrettanto illegittimo, irrituale, incostituzionale, in quanto nessuno, neanche la Corte Costituzionale può sottrarre ed annullare Diritti Naturali e Sovranità ai cittadini, se non nei modi rituali, che qui sono stati anch’essi tutti stravolti, elusi, annichiliti, eversi.

Da questa lunga premessa si deduce che lo Stato italiano è ora privo della Sovranità monetaria, potere di emissione della moneta, con la conseguenza che dietro il prelievo fiscale non c'è una effettiva, sequenziale e contestuale motivazione dello Stato di chiedere denaro ai cittadini per adempiere ai suoi compiti istituzionali Statali :

a) né per la parte che concerne gli interessi sui debiti pregressi,

b) né altrettanto in relazione alle nuove immissioni di denaro “prestato” dalle banche. in particolare a partire dal 29 gennaio 1992.

Questa imposizione fiscale attuale in vigore dalla data sopraccitata altro non è che un semplice trasferimento di ricchezza dal popolo ai banchieri, insomma l’autorità dello Stato, nello specifico la potestà impositiva esercitata sul popolo come strumento per attuare una azione illecita, e quindi agire per rifondere un Debito pubblico artefatto illegalmente è già in sé atto di pirateria internazionale estortiva e di rapina, ed assoluta ed estrema gravità e rilevanza penale.

Dal che ne consegue che gli atti ad essa azione collegati perdono il fondamento giuridico e la legittimità per esser fatti valere, e non trova giustificazione la potestà impositiva dello Stato e quella delle amministrazioni periferiche a cui lo Stato la trasferisce, essendo viziato e contro legge il presupposto che la giustifica. “Il Debito pubblico è primariamente e sostanzialmente un debito nato a causa della illegale ed incostituzionale cessione della Sovranità monetaria.”

Il Signoraggio era il diritto del signore a trattenere una parte di oro per sè al momento dell’emissione della moneta. Ora è il diritto dei banchieri a trattenere per sè la differenza fra il costo di stampa di una banconota e il prezzo a cui viene ceduta allo Stato (valore facciale), più spese, oneri, competenze ed interessi.

Invece questo Diritto dovrebbe essere dello Stato per destinarne i proventi a favore della collettività,aver tolto il diritto di emissione monetaria ai cittadini e allo Stato è già essa stessa una DOPPIA TASSAZIONE…….

Ecco la ragione di fondo perché qualunque ulteriore pretesa di tassazione è fin dall’origine comunque indebita, abusiva, illegale, usurpativa, infondata,

A maggior corroborazione del concetto è la palese illegittimità tributaria derivante dalla incostituzionale cessione della Sovranità monetaria attuata con l’adesione al Trattato di Maastricht.

L’ulteriore inganno/truffa/rapina effettuato ai danni dei cittadini è il persistere del mantenimento del sistema concettuale -fiscale che era in vigore prima delle mutazioni monetarie descritte e che non ha più alcuna giustificazione, in quanto basato su un sistema normativo fiscale presupponente ancora la proprietà della moneta da parte dello Stato e dei Cittadini, e della convertibilità in oro, ….. volutamente ed intenzionalmente lasciato intatto nelle sue norme, prassi e funzionalità, atavico, obsoleto, inorganico, inadeguato, al nuovo in modo di raggirare per l’ennesima volta l’ignaro cittadino, in veste, a seconda delle situazioni e delle preferenze di : capro espiatorio; vacca da mungere o pollo da spennare, bue sacrificale. Scegliete voi!

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